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DOTT. VINCENZO BELLIA

LA PSICOTERAPIA

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Che cos'è la Psicoterapia?

L’area d’interesse della psicoterapia è assai ampia. Dalle problematiche relazionali e familiari, dal disagio esistenziale e dal generico disadattamento sociale, il suo intervento si proietta alla psicopatologia nelle sue diverse forme: i disturbi d’ansia e di panico, i disturbi depressivi, i disordini del comportamento alimentare, le dipendenze, i disturbi di personalità, le fobie, il disturbo ossessivo-compulsivo, per giungere alla fenomenologia psicotica con alterazioni del senso della realtà.


La nozione di psicoterapia non è univoca: diverse definizioni ne sono state proposte, legate alle teorie della mente dei diversi indirizzi, da quelli di scuola psicodinamica, a quelli cognitivo-comportamentali, agli orientamenti sistemico-relazionali, a quelli di matrice umanistica.
Se la consideriamo in rapporto al suo oggetto (psicoterapia = cura della psiche) sfioriamo la tautologia. Se la definiamo invece rispetto al mezzo da essa utilizzato (psicoterapia = cura mediante la psiche) ci addentriamo in un ginepraio indistricabile: che cos’è lo psichismo?
Un dato difficilmente contestabile è che la psicoterapia, in qualunque forma e di qualunque orientamento teorico, si propone di modificare il (dis)funzionamento psichico, psicosomatico e psicosociale mediante la relazione e il processo comunicativo tra due o più persone, senza alcuna mediazione (o comunque, ove essa ricorre a mediatori materiali, tecnologici, chimici,  assegna loro un ruolo subordinato, limitato e posto sullo sfondo).


Un altro dato è che la comunicazione psicoterapeutica si svolge prevalentemente mediante la parola, per quanto una pluralità di indirizzi sempre più valorizzino la comunicazione non verbale, la mediazione corporea e la dinamica espressiva.


Professione Psicoterapeuta

La psicoterapia in Italia è una specializzazione sanitaria il cui esercizio, a norma della legge 56 del 18 febbraio 1989, è riservato a medici e psicologi iscritti in appositi elenchi presso i rispettivi ordini professionali.


Per iscriversi agli elenchi degli psicoterapeuti occorre aver effettuato dopo la laurea uno specifico training formativo presso scuole di specializzazione (universitarie o private con autorizzazione ministeriale).


La pratica professionale della psicoterapia si svolge nei servizi pubblici o negli studi privati, in una pluralità di assetti:
•    il classico setting duale (terapeuta e paziente)
•    il setting di gruppo (solitamente piccolo gruppo: 3-9 elementi)
•    il setting familiare (coppia, famiglia nucleare/allargata, sottosistemi familiari)
•    altre tipologie di setting (es. gruppi con elementi della rete sociale del/dei paziente/i)


Si opera con la psicoterapia come intervento unico o, sempre più spesso (specie nei casi di grave psicopatologia), come parte di un programma terapeutico che implica una pluralità di interventi coordinati (più setting psicoterapici, terapia farmacologica, interventi psicoeducativi, di mediazione sociale etc.)


Un pò di storia...

La storia della cura psichica comincia con la storia delle civiltà umane. I sistemi terapeutici dell’antichità erano fortemente legati ai sistemi sociali e ai valori delle diverse culture, nonché alle relative concettualizzazioni della psiche. Tanto la patogenesi quanto la cura della psiche erano per lo più ricondotte al paradigma del sacro. È assai interessante notare come una matrice sciamanistica (o, più in generale, culturalmente determinata), dominante nelle pratiche di cura protostoriche, è a tutt’oggi viva e vegeta in molti sistemi terapeutici di culture non occidentali, riproponendosi inoltre come ispirazione di pratiche tutte interne ai sistemi terapeutici convenzionali dell’occidente contemporaneo, dalla psicoterapia in senso stretto (si veda ad esempio il contributo dell’etnopsicoanalisi) fino alle arti terapie.


Nella tradizione della Grecia antica avevano già grande rilievo alcuni di quelli che sono oggi considerati veri e propri capisaldi dell’azione psicoterapeutica: il sogno e la sua incubazione nello spazio dell’asklepeion; la drammatizzazione catartica dei miti e dei conflitti nello spazio teatrale; la funzione (ri)ordinatrice del logos introdotta già da Anassagora e poi sviluppata nel dialogo socratico…
La psicoterapia vera e propria, così com’è modernamente intesa, va ricondotta però alla cosiddetta “scoperta dell’inconscio” (v. Ellenberger, 1976). Con Freud e con la psicoanalisi, in particolare, gli aspetti dello psichismo non riconducibili alla logica razionalista rientrarono a pieno titolo nell’ambito dello studio scientifico.


Nel corso del primo Novecento, sia all’interno che all’esterno del movimento psicoanalitico, cominciarono a svilupparsi altri paradigmi psicoterapeutici, basati su differenti teorie della mente e della psicopatologia. Il fenomeno, cresciuto parallelamente alla diffusione internazionale della pratica psicoterapeutica, ha inoltre ricevuto un sensibile impulso dai due grandi conflitti bellici. Troviamo così i precursori delle terapie cognitivo-comportamentali nelle improvvisazioni di interventi “brevi” con militari traumatizzati, e rintracciamo i primi passi della gruppoanalisi negli ospedali militari anglosassoni.


Il secondo dopoguerra, accanto all’evoluzione dell’approccio psicodinamico (sempre più in senso relazionale) e di quello cognitivo-comportamentale (sostenuto da paradigmi costruttivisti), vide svilupparsi anche il filone umanistico esistenziale e, più tardi, i modelli di terapia familiare riconducibili al paradigma della teoria dei sistemi.
La contemporanea attualità della psicoterapia sembra caratterizzata dall’esigenza della ricerca: ricerca di paradigmi teorico-tecnici condivisibili e confrontabili (al di là dell’impermeabilità autoreferenziale delle diverse scuole), e ricerca empirica sui processi e sui risultati.


Alcuni orientamenti teorici e metodologici

L’approccio psicodinamico, riconducibile a Freud e al movimento psicoanalitico, considera i sintomi come manifestazioni di conflitti inconsci, riconduce la psicopatologia all’organizzazione psichica profonda (meccanismi di difesa) e basa la cura fondamentalmente sull’esplorazione dell’organizzazione psichica per come essa si manifesta nella relazione tra il paziente e l’analista (transfert), nei sogni e nelle associazioni libere. Anche la gruppoanalisi si colloca tra i modelli di matrice psicodinamica.


La psicoterapia orientata in senso psicodinamico si svolge abitualmente con incontri regolari (di solito almeno settimanali) per un periodo di qualche anno. Tradizionalmente rivolta a disturbi di area nevrotica, sembra agire soprattutto sull’area dei disturbi di personalità ed è oggi efficacemente impiegata anche nei programmi di trattamento della psicopatologia grave, specie ricorrendo al setting di gruppo.
L’approccio cognitivo-comportamentale fa risalire i sintomi all’apprendimento di schemi comportamentali, emotivi e di pensiero disadattivi, e basa la cura su una funzionale rielaborazione cognitiva degli stimoli ambientali e dei processi cognitivi, anche mediante prescrizioni e tecniche di condizionamento e/o decondizionamento.


Particolarmente indicato per terapie brevi e focali rivolte a disturbi depressivi, fobie, disturbi ossessivo-compulsivi, disturbi sessuali, alimentari, del sonno, dipendenze patologiche, l’approccio cognitivo-comportamentale ritiene che i nuovi atteggiamenti e comportamenti assunti siano in gradi di stabilizzare i cambiamenti ottenuti.


L’approccio sistemico-relazionale considera il sintomo del "paziente designato" come segnale di disfunzione del sistema comunicativo familiare. Il trattamento ha per obiettivo il cambiamento delle regole e delle modalità di comunicazione all’interno del sistema.
I terapeuti di formazione sistemica operano in genere con un numero ridotto di sedute e in tempi relativamente rapidi, in setting multipersonale ma anche individuale, con applicazioni nell’ambito delle problematiche familiari, nella terapia di bambini e adolescenti, nella patologia psichiatrica, in psicologia del lavoro e delle organizzazioni. Non parleremo in questa sede delle cosiddette "psicoterapie umanistiche”: troppe e troppo diversificate, per rientrare nella sia pur più sintetica delle trattazioni.


Ma la psicoterapia funziona?

Sembra proprio di sì. Al di là di una valutazione empirica, personale e intersoggettiva (il paziente si sente meglio, i familiari e i conoscenti lo vedono cambiare, i nuovi pazienti sono inviati spesso da ex pazienti), studi scientificamente controllati svolti su diversi target psicopatologici dimostrano l’efficacia della psicoterapia, così come della terapia psicofarmacologica, e un’efficacia dell’abbinamento psicoterapia+farmaci superiore a quella di ciascuno dei due approcci utilizzato singolarmente.


Ricerche svolte mediante tecniche di neuroimaging (PET, Tomografia ad emissione di positroni, e fMRI, risonanza magnetica funzionale) segnalano che entrambe le modalità di trattamento modificano l'attività neuronale, spesso nelle medesime aree del cervello, e inducono cambiamenti dei medesimi parametri biologici.


Tanti anni fa, in piena querelle tra psichiatria dinamica e psichiatria biologica, Franco Fasolo parlava già di psicoterapia di gruppo come terapia biologica, suscitando non di rado qualche sorriso condiscendente… Alla luce delle recenti scoperte, però, la sua affermazione si rivela di geniale valore anticipatorio. L’esistenza di ogni essere umano, mente e corpo, è radicalmente relazionale. Persino la chimica del nostro corpo è una bio-chimica: non avviene in provetta, bensì all’interno di sistemi viventi in continua interazione.
Se la psicoterapia, per parafrasare una recente pubblicazione, è una “cura relazionale”, che cosa c’è di più relazionale della biologia? Non sorprende allora che la psicoterapia, a patto di essere praticata in modo trasparente e metodologicamente corretto, risulti anche al più severo vaglio scientifico efficacemente attiva anche sul cervello, oltre che sul resto del corpo vivente e interagente.


Riferimenti Bibliografici


Barone R., Bellia V., Bruschetta S. (2010) Psicoterapia di comunità. Franco Angeli, Milano

Bateson G. (1976) Verso un'ecologia della mente. Adelphi, Milano
Ceruti M., Lo Verso G. (1998) Epistemologia e psicoterapia. Cortina, Milano
Dazzi N., Lingiardi V., Colli A. (2006) La ricerca in psicoterapia. Modelli e strumenti. Cortina, Milano
Del Corno F., Lang M. (1998) Psicologia clinica, vol. 1. Franco Angeli, Milano
Di Nuovo S., Lo Verso G., Di Blasi M., Giannone F. (1998) Valutare le psicoterapie. Franco Angeli, Milano
Di Nuovo S., Lo Verso G. (2005) Come funzionano le psicoterapie. Franco Angeli, Milano
Ellenberger H.F. (1976) La scoperta dell’inconscio. Storia della psichiatria dinamica. Bollati Boringhieri, Torino
Fava E., Masserini C. (2002) Efficacia delle psicoterapie nel servizio pubblico. Franco Angeli, Milano
Gabbard G.O. (2007) Psichiatria psicodinamica. Cortina, Milano
Lo Coco G., Lo Verso G. (2006) La cura relazionale. Cortina, Milano
Nathan T. (1993) Principi di etnopsicoanalisi. Bollati Boringhieri, Torino

Yalom I.D. (1995) Teoria e pratica della psicoterapia di gruppo, IV ed. Bollati Boringhieri, Torino

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Libero professionista, iscritto all’Ordine dei Medici della Provincia di Catania (n. 8591) Docente di Gruppoanalisi alla Scuola di Specializzazione in Psicoterapia della Coirag a Palermo Direttore della Scuola di formazione in Danzamovimentoterapia Espressivo-Relazionale di Roma Danzamovimentoterapeuta certificato FAC 

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